Si celebra oggi la Giornata mondiale dell’Alimentazione 2025, promossa ogni anno dalla FAO, che quest’anno compie 80 anni. Il tema scelto, “Mano nella mano per un cibo migliore e un futuro migliore”, richiama la necessità di una cooperazione concreta tra istituzioni, imprese e cittadini per affrontare le disuguaglianze alimentari e ambientali.
«La collaborazione tra governi, organizzazioni, settori e comunità può trasformare i sistemi agroalimentari affinché tutti abbiano accesso a un regime alimentare nutriente, vivendo in armonia con il pianeta» – afferma la FAO nel messaggio ufficiale diffuso in occasione della ricorrenza.
In tutto il mondo, questa settimana, sono previste iniziative, conferenze e campagne di sensibilizzazione dedicate al ruolo del cibo nella costruzione di società più eque e resilienti.

Fame e obesità: due facce della stessa crisi
Nonostante gli sforzi internazionali, la fame e la malnutrizione restano emergenze globali. Oggi 673 milioni di persone nel mondo soffrono la fame, mentre 900 milioni di adulti sono affetti da obesità.
Secondo l’ultimo rapporto Unicef pubblicato a settembre, anche tra i bambini il peso del fenomeno è crescente: «Nel mondo ci sono più bambini obesi che malnutriti: circa 188 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono obesi, pari a 1 su 10, mentre il sottopeso si ferma a 184 milioni».
L’obesità, osserva l’agenzia Onu, ha superato il sottopeso in tutte le regioni del mondo, eccetto in Africa subsahariana e Asia meridionale.
Tra i principali fattori di questa tendenza emergono l’aumento del consumo di cibo ultraprocessato, la pubblicità aggressiva e le disuguaglianze di accesso a un’alimentazione sana.
Alla crisi nutrizionale si affianca quella dello spreco alimentare: ogni anno nel mondo si getta via oltre un miliardo di tonnellate di cibo, pari a un terzo della produzione globale.
In Italia, lo spreco pro capite è di 555,8 grammi a settimana, in calo del 18,7% rispetto al 2024, ma ancora equivalente a 28,9 chilogrammi all’anno per persona.

Conflitti, clima e disuguaglianze aggravano le crisi alimentari
I sistemi agroalimentari sono oggi messi alla prova da fattori interconnessi.
I conflitti armati restano la principale causa delle crisi alimentari: nel 2024 hanno colpito 20 Paesi, coinvolgendo quasi 140 milioni di persone.
A questi si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico, degli eventi meteorologici estremi, degli shock economici e dell’aumento delle disuguaglianze.
Alla vigilia della Giornata mondiale, Greenpeace ha ammonito: «La produzione del 30% del mondo causa il 70% dei danni ambientali connessi al cibo». Un dato che sintetizza la contraddizione di un sistema che consuma più risorse di quante il pianeta possa rigenerare.

Un appello alla responsabilità condivisa
Nell’anno del suo 80° anniversario, la FAO ribadisce che il diritto al cibo e la tutela dell’ambiente passano da un’azione collettiva e coordinata.
L’obiettivo del World Food Day 2025 è ricordare che la sicurezza alimentare non si costruisce solo con politiche o innovazioni tecnologiche, ma anche con scelte quotidiane più consapevoli, capaci di ridurre sprechi, favorire produzioni sostenibili e promuovere equità lungo tutta la filiera.

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