Perché fra i maggiori produttori di cibo al mondo ci sono anche Paesi dove la malnutrizione è più diffusa che altrove? Perché ogni giorno sprechiamo l’equivalente di mille chilocalorie a persona? E sarebbe possibile — o persino giusto — diventare tutti vegani?
Sono alcune delle domande da cui parte Vaclav Smil in Come sfamare il mondo. Storia e futuro del cibo (Einaudi, 2025), un saggio che intreccia scienza, storia e analisi sociale per indagare il paradosso alimentare del nostro tempo.
Con l’autorevolezza dello scienziato e la chiarezza del grande divulgatore, Smil compie un viaggio attraverso il passato, il presente e il futuro dell’alimentazione, mostrando come dar da mangiare a una popolazione in continua crescita non sia un’utopia, ma un obiettivo raggiungibile, a patto di affrontare il tema senza ideologie né semplificazioni.
«Perché abbiamo bisogno dell’agricoltura?» scrive Smil all’inizio del volume. «Perché cresciamo colture annuali e perenni? Come mai i terreni destinati alla produzione agricola costituiscono quasi il 40% della superficie delle terre emerse non coperta dai ghiacci? Perché abbiamo miliardi di animali addomesticati? La risposta a tutte queste domande è una sola: perché siamo tanti. E, come è spesso il caso quando si tratta di incrementi di quantità, il risultato è un mutamento radicale della qualità».
Il libro, denso di dati ma sempre accessibile, invita a guardare con occhi nuovi al sistema alimentare globale, smontando pregiudizi e false certezze.
Scrive The Lancet: «Conciso eppure erudito, Come sfamare il mondo è pieno di cifre, ma c’è qualcosa di leggero e irresistibile nel modo in cui Vaclav Smil organizza la sua tesi e fa avanzare la sua narrazione. Anche per questo, giunti alla fine, scopriamo che tutti quei numeri si sommano per darci un futuro di speranza».
Per The Guardian, invece, «non c’è nessun accademico capace di dipingere scenari con i numeri come Vaclav Smil».
Tra i suoi estimatori anche Bill Gates, che ha commentato: «Come sfamare il mondo mi ha insegnato molto, e sono certo farà lo stesso con voi. È un invito a osservare da un punto di vista diverso un problema che tutti pensiamo invece di aver compreso».
Professore emerito alla University of Manitoba di Winnipeg, canadese di origini ceche, Smil ha pubblicato oltre 40 libri e 500 articoli su energia, ambiente e tecnologia. Inserito da Foreign Policy tra i 100 migliori pensatori globali e membro dell’Ordine del Canada dal 2014, ha già firmato per Einaudi titoli di grande successo come I numeri non mentono e Come funziona davvero il mondo.
Con Come sfamare il mondo, torna a interrogare la realtà partendo dai dati, per ricordarci che la conoscenza, se usata con onestà e visione, può ancora aiutarci a immaginare — e costruire — un futuro diverso e più sostenibile.
