Con La breve storia del clima in Italia, pubblicato da Einaudi lo scorso aprile, il climatologo Luca Mercalli consegna ai lettori un saggio scientifico e divulgativo che finora mancava: una ricostruzione complessiva e coerente dell’evoluzione climatica del nostro Paese, dalle origini della civiltà fino all’epoca del cambiamento climatico globale.
Il saggio, che si sviluppa in circa 250 pagine, segue un filo cronologico ampio: si parte dall’ultima glaciazione e si arriva ai giorni nostri. In mezzo, si attraversano episodi documentati e memorabili, come le piene del Tevere nella Roma imperiale, i diluvi medievali, i rigori della Piccola Età Glaciale, le valanghe sulla linea del fronte della Prima guerra mondiale, il grande gelo del 1929, le alluvioni del Polesine (1951) e di Firenze (1966), fino all’ultima grande ondata di freddo del 1985. Da quel momento, il trend si inverte e inizia l’accelerazione del riscaldamento climatico.
Il libro si distingue per l’originale approccio integrato: rigore scientifico e capacità divulgativa si fondono in una narrazione asciutta, documentata e densa di riferimenti storici e fonti scientifiche. A supporto del racconto, Mercalli utilizza l’enorme mole di dati raccolti in decenni di studi meteorologici e climatologici, spesso condotti in prima persona.
Nel passato, Mercalli si è occupato tanto di climatologia storica a scala locale – in particolare nelle regioni alpine e padane – quanto della comunicazione del cambiamento climatico al grande pubblico, tramite conferenze, articoli e interventi televisivi. Questo saggio fonde le due anime del suo costante e prezioso lavoro. Il suo curriculum, del resto, parla per lui: ha fondato la rivista Nimbus, pubblicato monografie su ghiacciai e clima alpino, collaborato con testate nazionali come la Repubblica, La Stampa e il Fatto Quotidiano, realizzato programmi televisivi per la Rai e la RSI, ed è stato docente universitario e consulente scientifico per enti pubblici.
Claudio Cassardo e Stefano Caserini, climatologi e curatori del sito Climalteranti.it, sottolineano il valore inedito del libro nel panorama italiano: «È un viaggio di 200 pagine che per la prima volta permette di seguire in modo coerente come è variato in queste migliaia di anni il clima in Italia. A dispetto della crescente importanza degli studi climatici nell’epoca moderna, fino a oggi non esisteva un compendio che parlasse della storia climatica del nostro Paese nella sua totalità e nell’intero periodo della civiltà umana».
E ancora, sul taglio scelto dall’autore: «La breve storia del clima in Italia è un racconto che unisce la scienza del clima alla storia e alla cultura del nostro Paese, frutto di decenni di ricerche, ricchissimo di storie, di rimandi alle fonti e di citazioni di lavori scientifici. Un lavoro prezioso e originale, raccomandato a chiunque voglia meglio capire cosa è stato il clima che abbiamo ormai così pesantemente alterato, ed in particolare ai più giovani».
Il libro non cerca lo scalpore né si abbandona all’allarmismo. Piuttosto, costruisce una cornice di comprensione basata sulla conoscenza profonda del passato, per dare senso e contesto all’urgenza del presente. Per comprendere il clima che cambia, serve sapere com’è stato. Ed è proprio in questo spazio che si colloca il lavoro di Mercalli.
