La letteratura può aiutarci a ripensare il nostro rapporto con il pianeta? Può diventare uno strumento di resistenza culturale e civile di fronte alle crisi ecologiche, sociali e politiche del presente?
Sono interrogativi che attraversano l’ecocritica, la disciplina che legge i testi come parte di un ecosistema, in cui natura e cultura non sono mondi separati ma realtà intrecciate. Non solo teoria accademica, ma critica militante, capace di immaginare futuri diversi.
In Italia questo campo di studi ha trovato un punto di riferimento in Ecologia letteraria di Serenella Iovino, uscito nel 2006 per Edizioni Ambiente e oggi ripubblicato in una nuova edizione riveduta e ampliata. Il volume include un’appendice dedicata alle questioni più urgenti: dal material ecocriticism al concetto di Antropocene, fino al ruolo della cultura ambientale nello spazio pubblico e alle pratiche artistiche che si muovono nei media digitali.
Iovino, studiosa riconosciuta a livello internazionale nel campo delle environmental humanities, accompagna il lettore in un percorso che intreccia teoria, letteratura e attivismo culturale. Il libro raccoglie anche contributi di altre voci: la poetessa Antonella Anedda, che firma la prefazione a questa nuova edizione, e due figure storiche dell’ecocritica americana, Cheryll Glotfelty e Scott Slovic, rispettivamente prefatrice e postfatore della prima uscita.
Scrive Iovino: «Insieme al clima del pianeta è cambiato anche il clima culturale. È infatti sempre più chiaro che l’ecologia interpella la cultura a tutti i livelli. Questo è visibile nel modo prepotente in cui si è fatta strada nelle terze pagine dei giornali e nei cataloghi delle case editrici. E non solo nella saggistica, ma anche nella narrativa e nella poesia. In questi vent’anni anche l’accademia ha recepito il messaggio. Le scienze umane e l’ambiente sono sempre più connessi ed è ufficialmente nato un campo di studi specifici: le environmental humanities».
E ancora: «Studiare la letteratura oggi non significa semplicemente esplorare gli intrecci tra opere letterarie e motivi ecologici. Bensì constatare che la letteratura non è più sola in questo intreccio, perché è accompagnata dalle altre discipline che rendono solido e interessante il terreno della cultura ambientale: la storia, l’antropologia, la filosofia, e tutti gli altri campi di studio che riflettono sulla materia ecologica del nostro esserci. La letteratura è parte di un ecosistema della mente in cui c’è anche tanto altro».
Con questa nuova edizione, Ecologia letteraria torna a proporsi come strumento di lettura e di confronto, al crocevia tra impegno culturale e riflessione critica, in un tempo in cui la crisi ambientale è anche crisi di linguaggi e immaginari.
